Ci sono vittorie che non finiscono mai. Restano appese alla memoria, come fotografie che non ingialliscono, o cori che continuano a risuonare anche quando lo stadio è vuoto. Domani sera a Povegliano Veronese, il Festival del Giornalismo di Verona riaccende proprio quel tipo di emozione: quella degli scudetti più improbabili e, forse proprio per questo, più amati.

La Lazio del 1974 e l’Hellas Verona del 1985. Due squadre partite da outsider, senza i favori del pronostico, capaci però di ribaltare gerarchie e scrivere pagine che oggi appartengono alla mitologia del calcio italiano.
A raccontarle saranno voci che quelle storie le hanno studiate, vissute, custodite. Guy Chiappaventi, autore di libri dedicati alla Lazio e alla sua epopea più ribelle, e Adalberto Scemma, firma storica de L’Arena e testimone diretto di quel Verona di Bagnoli che seppe trasformare un sogno collettivo in realtà. Con lui anche il recente lavoro firmato insieme a Paolo Condò, che torna proprio su quella stagione irripetibile.
A dare ritmo e profondità al racconto ci sarà Stefano Bizzotto, giornalista RAI e telecronista delle notti azzurre, uno che di imprese sportive se ne intende e che sa riconoscere quando lo sport supera sé stesso e diventa racconto condiviso.
A guidare la serata, la giornalista Francesca Castagna, in un dialogo che promette di intrecciare cronaca e nostalgia, analisi e passione. L’evento è organizzato in collaborazione con l’Associazione Ineditamente e con la Libreria Gulliver.
Non sarà solo un tuffo nel passato. Sarà un modo per interrogarsi su cosa renda davvero grande una squadra: il talento, certo, ma anche l’identità, il gruppo, la capacità di credere nell’impossibile. Perché quelle storie, in fondo, parlano ancora a tutti noi.
Appuntamento martedì 24 marzo, ore 21, Sala Savoldo di Povegliano Veronese. L’ingresso è libero.
