
Questa sera ad Affi, alla Biblioteca comunale, Luigi Grimaldi ci porta dentro una vicenda che ha attraversato due secoli e mezzo mondo. Una fuga d’amore, all’inizio dell’Ottocento, tra una marchesina di appena sedici anni e un tenente dei carabinieri dello Stato Pontificio, nella Benevento di allora.
Sullo sfondo, un tempo inquieto. Gli echi della Rivoluzione francese, i pochi anni in cui Benevento sfugge al controllo pontificio, le idee di libertà che filtrano e poi vengono bruscamente soffocate con la Restaurazione del 1815. In mezzo, due giovani che provano a ritagliarsi uno spazio proprio, lontano dalle regole di famiglia, dalla politica, dalla giustizia.
Una storia che per generazioni è stata raccontata come un “ratto”, uno scandalo da nascondere. Ma i documenti – riemersi incredibilmente proprio grazie alla tenacia di Grimaldi alla Duke University, in North Carolina – ribaltano tutto: non un rapimento, ma una scelta. Una fuga consenziente, segreta, ostinata.
Verranno fermati a Veroli, in una locanda. Lui finirà a Castel Sant’Angelo, lei in collegio a Napoli, separati ma legati da quattro anni di lettere. E attorno, una comunità convinta di sapere già la verità… fino a oggi.
Una storia che è insieme amore, processo, memoria e riscrittura del passato. E che dimostra quanto fragile possa essere la linea tra ciò che crediamo di sapere e ciò che è davvero accaduto.

